Esempi di agricoltura integrata dal Sud del Mondo

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La scarsità di innovazione, per quanto riguarda il settore agricolo, non è sempre e per forza totalmente deleteria  … alcune pratiche di agricoltura in terra africana, e non solo, degli ultimi decenni insegnano come sia possibile uno sviluppo sinergico tra popolazione, coltivazioni e ambiente.

La disposizione dei campi attorno a catene rocciose per esempio favorisce il deflusso idrico nelle stagioni piovose migliorando le caratteristiche del terreno  e delle falde acquifere (capacità di ritenzione idrica e biomassa prodotta). Anche l’allevamento è un buon mezzo di concimazione dei suoli e contribuisce nel contempo al rifornimento di proteine per l’alimentazione umana. La riforestazione in Tanzania, Malawi, Mozambico garantisce il recupero delle acque in zone aride permettendo  la coltivazione di terreni in degrado o abbandonati migliorando la produttività colturale.

In Kenya ricercatori ed agricoltori hanno sviluppato il sistema “push – pull” nella coltivazione di mais, sorgo e miglio per il controllo di erbe infestanti (Striga spp. o erba delle streghe), parassiti e insetti nocivi per le colture come “il tarlo dello stelo”, il Chilo partellus e Busseola fusca. Tale metodo consiste nello spingere i parassiti lontano dal mais tramite la coltivazione, nelle interfile di mais, di colture insetto-repellenti (Desmodium uncinatum, legume africano) e attraendoli verso vicini appezzamenti di erba elefantina (Pennisetum purpureum o Napir grass) che, con le sue resine appiccicose, blocca il ciclo riproduttivo del parassita. Desmodium diviene il “falso ospite” per la Striga (che quindi non colpisce il mais ) e può essere  utilizzato come foraggio per bestiame al pari dell’erba elefantina. Si avranno quindi maggiori rese di mais (si assiste ad aumenti incredibili anche del 350%), di latte, carne e miglioramenti per il terreno: lo stesso Desmodium uncinatum è pianta azoto fissatrice( ottimo per fertilità e resa colturale) . Il sistema si è diffuso in 10.000 famiglie africane come approccio ecologico integrato con lo scopo di contrapporsi alle monocolture.

Cambiando continente: in India , Filippine e Bangladesh invece vengono utilizzati pesci ed anatre nelle risaie per il controllo degli insetti e delle malerbe; ciò permette disponibilità proteica per le famiglie che vivono anche di caccia e pesca  (le anatre poi sostituiscono parzialmente il lavoro del diserbo manuale dell’uomo ed in più concimano con gli escrementi); questo metodo fornisce il 20% in più di rese colturali. In Cina (provincia Yunnan), varietà di riso coltivate in consociazione con altre colture mostrano, colpite da patologie, il 94% in meno di gravità rispetto ai sistemi monoculturali; ciò ha portato l’abbandono degli spray fungicidi da parte degli agricoltori. Dopo l’uragano Mitch del 1998 in Nicaragua uno studio ha dimostrato che molti appezzamenti che adottavano pratiche agro ecologiche (bound di roccia, dighe, sovesci, rotazioni, pacciamature, alberi, non lavorazione, recinti vivi, fossati, interramento stoppie) hanno conservato il 40% in più di soprassuolo, maggior umidità, minor erosione, minor perdite economiche con perdite del 18% in meno di terreni per frane e del 69% in meno per erosione rispetto ad appezzamenti agricoli convenzionali.

In Malawi è stato avviato un programma di riforestazione, degli incolti e di aree confinanti con coltivazioni (siepi), con varietà fissanti azoto o leguminose come copertura e i rendimenti sono aumentati da 1 t/ha a 2-3 t/ha.

Sempre in Africa ha preso piede il sistema di “fabbrica di fertilizzanti” con la re forestazione di specie come Faidherbia albida, un varietà di acacia diffusa e azoto fissatrice; questa specie va in periodo dormiente  (perde le foglie) durante la stagione delle piogge non entrando in competizione con le colture coltivate in campo per luce e nutrienti. Si hanno in sintesi: maggiori rese maidicole di 4,1 t/ha rispetto alle 1,3 t/ha dei campi vicini e ciò  ha permesso in Malawi e in Zambia di diminuire la dipendenza dal prezzo dei concimi sintetici risparmiando risorse finanziare destinabili a settori quali l’istruzione e la medicina.

Quali sono in verità i paesi sottosviluppati allora?

In  Italia l’agricoltura ha da tempo superato la fase di sviluppo ed ora regredisce lentamente …

Mat

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