Assenzio: la storia della fata verde

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L’assenzio è un distillato ad alta gradazione alcolica all’aroma di anice derivato da erbe, quali i fiori e le foglie dell’assenzio maggiore, denominato scientificamente Artemisia absinthium.

Le origini di questa bevanda risalgono all’ epoca di Plinio il vecchio e Ippocrate che esaltavano le sue presunte capacità terapeutiche; successivamente il distillato di Artemisia fu caratterizzato da un consumo spropositato durante il costituirsi del nuovo movimento letterario della “Scapigliatura”, originatosi a Milano nella seconda metà dell’Ottocento. Il termine deriva dalla vita disordinata e alternativa degli artisti parigini, strettamente collegata al termine bohème (vita da zingaro). Grande interprete del bohèmien fu Charles Baudelaire, il “poeta maledetto”  in quanto rigettava i valori della società del suo periodo, conducendo uno stile di vita provocatorio, pericoloso, asociale o autodistruttivo (consumando alcol e droghe). Una diffusa voce popolare ha sostenuto le qualità afrodisiache dell’Assenzio, trovando conferma in una larga fascia di intellettuali, oltre a Baudelaire: Hemingway, Picasso, Van Gogh, Manet e persino Oscar Wilde (che scrisse: <l’Assenzio, come una poesia, favorisce l’amore>).  Il distillato veniva chiamato “Le péril vert”, il pericolo verde, o anche “La fée verte”, la fata verde, con riferimento al colore della bevanda e all’atmosfera “magica” in cui si perdevano le persone che lo consumavano. La prima apparizione in Italia della “Fatina color smeraldo”, viene locata a Torino, famoso per l’elevato consumo di Vermut (vino liquoroso cotituito da Assenzio) in Italia. Si dice che l’assenzio induca al consumatore a uno stato di vaporoso stordimento, ad un’ “orgia dei sensi”. La legalizzazione di questo prodotto nel 2002 in Italia, dopo un lungo periodo di proibizionismo, ha favorito la diffusione di questa vecchia e magica pozione, intrisa da mistero, oscurità e vecchie tradizioni, che hanno accompagnato la storia fin dai periodi classici. Perchè non provarne un goccio?!

Simù

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