Cronache di nARNIA N°1

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Pioggia, pioggia, pioggia! Ci voleva in effetti! Oggi uno spiraglio di sole…Quello che però non mi aspettavo era la neve sul Monte Linzone e temperature tra i 5-8 °C; subito penso alle prodigiose amiche a 6 zampe appena svernate  ma ancora costrette a poche uscite dall’alveare causa maltempo (voli rimandati!)… le temperature delle scorse settimane lasciavano presagire un’estate torrida, tutte le varietà vegetali si erano infatti affrettate nella fioritura riempiendo di pollini e colori città e collina, la primavera era, di fatto, arrivata! La comparsa dei primi  grappoli bianchi e del succoso nettare di Robinia pseudoacacia poteva già essere stimata per l’ultima settimana d’aprile visti i ritmi di sviluppo vegetativo. L’abbondanza di ciliegi selvatici a fioritura scalare nelle zone collinari e lungo i pendii del monte ora innevato oltre ai prati verdi macchiati di giallo (per il tarassaco) non mi hanno fatto esitare: in data 4 aprile ho messo i melari sulle famiglie più forti ( quelle che presidiano 7-8 favi con 5-6 di covata); ora vedremo l’andamento climatico delle prossime settimane (e il freddo non giova!), sicuramente ho fatto cosa gradita alle api dando loro melari NON RIPULITI (visti  i terribili saccheggi di settembre 2011) che potranno pulire dai residui di miele della scorsa smielatura senza dovervi per forza depositare miele di ciliegio (mio malgrado).

Se dovete scegliere: le postazioni collinari con aree di bottinatura sopra gli alveari sono le migliori; a detta di molti apicoltori le api consumano minori quantità di nettare (per il proprio fabbisogno energetico durante il volo) poiché il viaggio di ritorno all’alveare è in discesa e pertanto facilitato; se la zona di fioritura fosse sottostante, gli insetti dovrebbero utilizzare parte del carico per rifocillarsi (in salita faticano anche loro!). La situazione di fioriture  a scalare salendo sopra la postazione è quindi quella ideale. Ovviamente non va trascurato il potenziale nettarifero del luogo.

La covata era partita alla grande, le api cercavano freneticamente acqua e polline, con l’abbassarsi delle temperature subirà sicuramente dei rallentamenti  (la famiglia con 6-8°C esterni dovrebbe comunque riuscire a mantenere la temperatura interna tra i 20 -25°C viste le abbondanti scorte di cui ancora dispone).

Le future bottinatrici delle quali si parlava negli articoli precedenti sono ora allo stadio di pupa pigmentata … nel week end sfarfalleranno e in giornate soleggiate con poco vento inizieranno le prove di volo! Tra 20 giorni ricopriranno l’ambito ruolo di operaie specializzate in Robinia pseudoacacia.

Per gli appassionati e aspiranti tali riporto un’ interessante definizione in merito al ruolo di beekeeper:

Apicoltura: “ … servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico …”

da Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 novembre 2011 sulla salute delle api e le sfide per l’apicoltura (2011/2108 (INI)).

 Mat

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