Cronache di nARNIA N°2

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Il fenomeno della sciamatura naturale è uno degli eventi più particolari e affascinanti del mondo degli insetti sociali. E’ la partenza definitiva da una colonia di una regina seguita da una parte delle operaie; l’opportunità per l’ape di diffondere, propagare la propria specie; come scrive A. Contessi “la sciamatura rappresenta in pratica la modalità di riproduzione del superorganismo alveare”. E’ un espediente volto alla sopravvivenza in natura dell’ape; se consideriamo l’alveare come organismo (e non come singola ape): la sciamatura è il parto della famiglia d’insetti. Dobbiamo infatti considerare la deposizione delle uova, la crescita e sfarfallamento delle api all’interno dell’arnia come un fenomeno di routine per il mantenimento della famiglia; la nascita nel mondo dell’ape invece è riconducibile alla sciamatura: un organismo che genera un altro organismo.

In poche righe voglio descrivervi l’etologia sciamatoria spero senza annoiarvi: durante la febbre sciamatoria la colonia riduce notevolmente l’attività ed in 24-48h sospende produzione di cera,raccolta di polline, nettare e l’alimentazione della regina; questo fenomeno dura 9 day; la colonia che si accinge a sciamare non abbandona l’alveare prima che almeno una cella reale (celle dove viene allevata e nasce la regina) non sia stata opercolata (cioè chiusa; 9 giorni dalla deposizione dell’uovo nella 1° cella reale costruita); la 1° cella reale si schiude dopo 7 day; segue la partenza della vecchia regina dell’alveare (che parte con lo sciame) e poi il tooting (ronzio “tui-tuiii”) ossia i richiami che le regine appena nate rimaste nell’alveare fanno per individuare le sorelle non ancora nate che rispondono con ronzio simile a “quack-quack” (quacking) dall’interno della cella. Una volta che le regine non nate rispondono al richiamo con il “quack-quack” vengono individuate e uccise dalla prima nata che da questo momento regnerà indisturbata ; possono però verificarsi sciamature secondarie se non tutte le rivali nasciture vengono eliminate e nascendo partono; gli sciami di queste regine vergini si riconoscono perché vanno a posarsi ad altezze elevate e sono formati da poche api (in autunno si può assistere anche a sciamature tardive o “per disperazione” in colonie con alte infestazioni da varroa); seguiranno poi i voli perlustrativi e d’accoppiamento (è errato chiamarli di fecondazione) delle regina neonata rimasta nell’arnia.

Nonostante le varie tecniche che consentono all’apicoltore di evitare la sciamatura delle proprie api (sulle quali mi soffermerò più avanti); ogni tanto lo sciame scappa! … nel rapporto apicoltore-insetto le api sono le vere padrone … al guardiano delle api non resta che servire questi meravigliosi insetti imprevedibili e dal linguaggio misterioso.

Mentre attendo la fioritura imminente della Robinia, che quest’anno non ha fornito fioriture a scalare dalla Toscana fino in Lombardia mostrando i primi grappoli tra gli Appennini come qui a Bergamo pochi giorni fa … ho sentito il ronzio inconfondibile e visto alzarsi uno sciame da un’arnia; le api che sciamano sono festose, DOCILI ed  innocue; riempiono la borsa melaria di miele prima di partire (si caricano di scorte per il viaggio); NON PUNGONO ed iniziano a creare una nube vorticosa che si posa a grappolo solo quando la regina decide luogo e momento opportuno … molti apicoltori sin dall’antichità adottano la pratica di fare forti rumori battendo oggetti perché, come da credenza popolare, lo sciame si posi più rapidamente in un punto … ci ho provato per l’ennesima volta con scarsi risultati, le api hanno fatto ancora di testa loro e sono ritornate nell’alveare dal quale erano sciamate; probabilmente la regina non è riuscita a lasciare l’alveare insieme alla nuvola d’api che per l’euforia è partita velocemente fluttuando per un quarto d’ora sopra la mia testa senza posarsi; poi le ancelle accortesi della mancanza della regina sono ritornate a casa amareggiate per la falsa partenza … strani insetti vero???

Mat

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