To bee or not to bee

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Da quando la settimana di caldo umido è iniziata; dopo che abbondanti piovute hanno bagnato cospicuamente il suolo: il castagno ha potuto fiorire (da metà giugno se ne sente il profumo anche solo avvicinandosi all’alveare); quest’anno, in provincia di Bergamo potremo finalmente tastare i reali danni che il cinipide galligeno del castagno ha fatto: eppure sembra che colpisca i germogli iniziali ma poi i fiori, seppur con fatica, non tardano ad arrivare, sarà anche merito della lotta integrata che negli ultimi 3-4 anni è stata condotta con l’ausilio di Torymus sinensis, l’antagonista naturale della fastidiosa  vespetta cinese.

Le api importano molto polline ora: è bene munirsi di trappole piglia polline che permettono all’apicoltore di raccogliere il prezioso ricostituente naturale dell’alveare e alle api di evitare l’eccessivo carico sui favi che comporterebbe una riduzione consistente dello spazio di covata nel nido. Altre fioriture persistenti del mese rimangono il rovo, si è aggiunta da qualche giorno la vitalba ( Clematis vitalba), molto visitata dalle api; l’erba medica da noi è stata sfalciata con non poco ritardo causa meteo(a fioritura ormai avanzata): questo ha rinpinguato notevolmente il raccolto in millefiori che all’aromaticità del tiglio di viale, unirà l’acidulo della medica e la delicatezza del rovo … per quanto riguarda invece i fieni di medica raccolti, la fioritura avanzata comporta la raccolta di prodotti molto lignificati e più difficili da digerire per i bovini.

Tra pochi giorni (almeno entro la prima settimana di luglio) sarà necessario valutare i livelli d’infestazione da varroa con il metodo dello zucchero a velo o farina  e pianificare i trattamenti: blocco di covata a 24 giorni con ossalico gocciolato o  cicli di sublimato per un totale di 6 trattamenti ogni 4 giorni, anticipati da un trattamento gocciolato leggero (Dosi Svizzere Gocciolato 35: 675 ml acqua/675 gr zucchero/35 gr ossalico).

Per ora attendiamo di smielare castagno e millefiori e poi, una volta tolti i melari, provvederemo anche per quest’anno al salvataggio delle famiglie da virus, parassiti e nemici vari … buon lavoro!

“ … Giugno. Di questo mese si smelano gli alveari; i quali da più segni potremo conoscere se sono in tiro per levarne il mèle. Primieramente se son pieni, si ode più sottile il mormorio delle api, imperocché le sedi dei favi quando son vuote, a guisa degli edifizi concavi, ingrandiscono i suoni che ricevono; e però quando si sente dentro un suono alto e cupo, si argomenta che non sono da smelare … In questo mese si fa anche la cera; la quale, sbriciolati gli avanzi dei favi, si mette a struggere in un recipiente di rame pieno d’acqua a bollore, e, appena è strutta, si passa in vasi senz’acqua e si riduce in pani …”

Dal libro quinto del De agricultura di Palladio Rutilio Tauro Emiliano

Mat

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