Vecchie Ricette, Nuovi Prodotti: Il Sapone Fatto In Casa

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Il punto è sempre quello: la crisi.

La reazione della gente è sempre la stessa : e adesso come faccio ad arrivare alla fine del mese?

Per tutti la crisi è un problema, ma c’è anche chi nella crisi ha saputo vedere un’opportunità di vita diversa. Io ammiro queste persone. Non avrò mai il coraggio di cambiare radicalmente la mia vita, e sono troppo pigra per una decrescita felice, ma questo mondo mi affascina, così ho deciso di decrescere a modo mio, su piccole cose, autoproducendomi quello che mi va, che mi diverte, che mi rilassa. Prima di tutto faccio del mio meglio per seguire la filosofia del “riduci ciò che compri, ripara ciò che puoi, riusa ciò che hai”; in secondo luogo ho pensato a cosa facevano le nostre nonne e a cosa avrei seriamente potuto replicare io.

E allora ho pensato…

Fare il sapone in casa un tempo non era un vezzo, era una necessità. Oggi quasi nessuno fa più il sapone in casa, eppure il sapone fatto a mano è molto più delicato sulla pelle e non inquina come i detergenti industriali.

E quindi ho deciso…

Perché non farmi il sapone in casa, con materiali e profumi scelti da me?

Detto, fatto!

Ho scoperto che fare il sapone è divertente, è facile, è fantasioso! Ho scoperto anche che esiste veramente un’alternativa al consumo, ed è un un’alternativa sana, Bio ed economica: il non-consumo!

Ecco il mio primo sapone!

Fare il sapone in casa è piú facile di quanto si possa pensare! Gli ingredienti sono pochi e gli strumenti di facile reperibilità. Certo, con la soda caustica non si scherza, ma bastano piccoli accorgimenti per lavorare in sicurezza. La soda caustica è pericolosissima, si usa per sturare i lavandini, può rendere ciechi, quindi mi raccomando: non facciamo gli spilorci e usiamo ciotole e mestoli comprati appositamente per quest’operazione o, meglio, riciclati ad hoc!

Pronti? Iniziamo!

Cosa ci serve:

Per la nostra sicurezza:

  • guanti da cucina
  • mascherina
  • occhialini da piscina
  • grembiule

Per il nostro sapone:

  • una bilancia
  • una vecchia pentola in acciaio inossidabile
  • un contenitore in plastica rigida
  • un cucchiaio di legno con il manico lungo
  • una confezione del latte o succo che faccia da stampo
  • una vecchia coperta di lana
  • un coltello affilato
  • un foglio di carta da forno

Ricetta:

  • 300 gr olio di semi di girasole (per pelli screpolate)
  • 100 gr olio di arachidi
  • 600 gr. olio di oliva (emolliente)
  • 134,5 gr di soda
  • 300 gr di infuso di karkadè
  • al  nastro 1 cucchiaino di miele per farlo più nutriente.

È importante usare un certo quantitativo di olio di oliva perché altrimenti il sapone non diventa abbastanza duro, al contrario, se usiamo solo olio di oliva otterremo un sapone troppo duro.

Procedimento a caldo:

Per prima cosa dobbiamo proteggerci per bene, indossiamo guanti, occhialini, mascherina e il grembiule. Pesiamo poi accuratamente i grassi e tutti gli ingredienti, senza fare l’errore di supporre che 1 litro d’olio pesi 1 kg.

Versiamo l’acqua (in questo caso l’infuso di karkadè) nel contenitore resistente alla temperatura, disciogliamo i cristalli di soda caustica nel recipiente che contiene il liquido (mai il contrario!) e mescoliamo piano piano con un cucchiaio di legno. La soluzione si riscalda velocemente e può raggiungere temperature attorno agli 80 gradi. Mentre la soda si raffredda scaldiamo gli olii. Appena l’olio inizia a incresparsi le temperature sono pronte! Lentamente, versiamo la soluzione di soda caustica negli olii mescolando con un cucchiaio di legno; non appena l’olio diventa opaco si può passare al minipimer. Man mano che si procede, la miscela diventa sempre piú cremosa e consistente. Dopo 5-10 minuti circa si raggiunge la cosiddetta fase del nastro. In pratica passando il cucchiaio nella miscela rimane una striscia. A questo punto possiamo aggiungere il miele, amalgamandolo bene con il cucchiaio di legno. Ora il sapone è pronto per essere messo negli stampi, versiamo e battiamo lo stampo su di una superficie piana di modo da distribuire uniformemente il sapone nello stampo.

La massa di sapone deve solidificarsi: appoggiamo sul sapone della carta forno, copriamo lo stampo con la coperta e mettiamo il tutto in una zona calda per 2 o 3 giorni. Passato questo periodo di tempo rovesciamo il sapone e tagliamolo a fette con un coltello ben affilato. Il più è fatto, ora occorre solo avere pazienza; le saponette che abbiamo ottenuto, infatti, non sono ancora utilizzabili e contengono ancora tracce di soda.

Inoltre, le nostre saponette puzzano e vanno stagionate. Mettiamo le saponette in un posto fresco e asciutto e dimentichiamoci di loro per quattro settimane. Passato questo tempo il nostro sapone è pronto all’uso,bello sodo e profumato.

Autorecensione. (Aspettiamo le vostre!)

Ok, non sarà il massimo dell’obiettività, ma fidatevi di me, io lo adoro!

Mi lavo mani e viso e la mia pelle è morbida e vellutata!

In più questo sapone è biodegradabile al 100%.

La Bagi
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