meno asfalto, più pane

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da coldiretti news …

Sono 257.142.857 i panini che si potrebbero produrre ogni anno se venisse seminato il grano sulla superficie destinata alla realizzazione delle Brebemi, della Tav e dell’ ex IPB e delle opere ad esse connesse. Questo significa che per un anno intero ben 704.500 persone avrebbero assicurato ogni giorno un panino del peso medio di 70 grammi. 

Siamo molto preoccupati  per il  consumo scriteriato del suolo agricolo che si sta facendo nella nostra provincia – afferma il presidente della Coldiretti bergamasca Alberto Brivio-; non si tratta solo di essere  favorevoli o contrari alla realizzazione di  questa o quell’opera, la posta in gioco è molto più alta perché di questo passo non avremo più terreno da coltivare e non potremo più produrre il cibo che ci serveGià oggi un italiano su quattro non può mangiare “made in Italy” perché negli ultimi anni è andata persa la superficie che ci garantiva l’autosufficienza alimentare”. 

Nella provincia di Bergamo sono 3.293  gli ettari di terreno sacrificati per la costruzione della Brebemi e della Tav e per la prevista ex IPB.  Ormai il consumo di suolo agricolo in Lombardia sta viaggiando a una media di 5.835 ettari all’anno e se continua di questo passo alla fine del 2012 la superficie agricola verde sarà scesa a meno di 970 mila ettari contro i 981 mila del 2010 e ben al di sotto del milione e 39 mila ettari del 2000.

Stiamo assistendo impotenti – prosegue Brivio – alla continua erosione del nostro patrimonio agricolo e ambientale, con gravi danni per noi e per le generazioni future. Il fatto più allarmante è che non si sta facendo nulla per salvaguardare il territorio agricolo di particolar pregio e più vocato alla coltivazione. Si continua a parlare delle strade come di un elemento fondamentale per lo sviluppo, ma quando si parla di opere “fotocopia” come la Bergamo Treviglio, quasi parallela alla A4, di quale sviluppo stiamo parlando se i nostri figli avranno sempre meno suolo coltivabile per aumentare le produzioni di cui necessitano?” . 

Questa continua cementificazione va ad impattare sia sulla produzione alimentare sia sulla difesa ambientale: ogni anno in Lombardia si perde una potenzialità di produzione pari a 27 mila tonnellate di grano e si riduce di 850 mila tonnellate la capacità del terreno di immagazzinare anidride carbonica contribuendo così ad accrescere l’effetto serra.
Nella provincia di Bergamo la colata di asfalto per la costruzione di Brebemi, Tav ed ex IPB andrà a coprire un’area che avrebbe potuto potenzialmente produrre  395.160 q.li di mais da  granella, 2.140.450 q.li di mais da trinciato e 197.600 q.li di frumento. Il consumo del suolo nel nostro Paese  è “un dramma e una follia che deve essere fermata” perché negli ultimi 30 anni  ci è costata ben 5 milioni di ettari di suolo agricolo.

Potremo parlare di vero sviluppo – conclude Brivio – quando riusciremo a gestire in modo ragionato e razionale un bene importante come il territorio in cui viviamo, in particolare quello agricolo  che è indispensabile per produrre ciò di cui ci alimentiamo. Il mondo  agricolo non è contrario per principio alla realizzazione di infrastrutture utili alla comunità,  ma pone con forza  le questione  di  come si possa conciliare l’idea di uno sviluppo reale e durevole con la perdita irreversibile ogni anno di  superficie  produttiva, che nella sola provincia di Bergamo è stimata in circa 200 ettari”.

L’ AgriRedazione

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