Il riccio

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ImmagineAbbiamo trovato nel nostro orto un riccio, specie protetta dalla legge italiana, ora vi elenchiamo una serie di accorgimenti da adottare nel caso vi capiti una situazione simile.

Partiamo dal conoscere l’animale, appartenente all’ordine degli insettivori, questo mammifero originario di tutta l’europa e in gran parte dell’Asia settentrionale è abituato ad un habitat rustico, quindi portarlo in casa è sempre un’incognita, così facendo cambierebbero drasticamente le sue abitudini così come la sua alimentazione. Visto che il nostro riccio appariva sano, abbiamo deciso di lasciarlo libero, ricordiamo inoltre che il trasporto di un’animale, comporta sempre un stress, quindi lasciarli in natura è sempre consigliabile..

In genere le femmine sono più grandi dei maschi, mangiano una gran quantità di frutta, verdura, crocchette dei gatti, uova, insetti e alimenti ad alto contenuto proteico e lipidico.

Non diamo loro latte, perché il riccio non digerisce il lattosio. 

Se l’animale è ferito cerchiamo di seguire questo vademecum;

pesare l’animale,

osservare il colore degli aculei,

osservare se ci sono ferite rilevanti o parassiti sul mantello,

notare la vitalità dell’animale

Il nostro riccio ha apprezzato il nostro aiuto, infatti si è rintanato nel suo nido utilizzando come protezione dal freddo il cellofan che gli abbiamo affiancato, ora aspettiamo le sue mosse considerando che il suo letargo durerà ancora per un pò di tempo. 

Chiunque trovasse un riccio questo sito e questo numero possono esservi utili!

http://www.sosricci.it
Per emergenze e consigli, il numero di SOS ricci è 339 2942329 .

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