Se vi ronzano per la testa frasi, aforismi, riflessioni, idee ecc, ecc … scrivete ad AGRIPENSAR@GMAIL.COM e li vedrete pubblicati il prima possibile in questa sezione!!

Azienda Agricola – Ca di Tulin

“Ho fatto un passo indietro -ritornare al lavoro di un tempo- per farne uno avanti che arricchisce noi e le persone con cui condividiamo il nostro vino.”
A.Olivetti

SOUNDCITY E’ UNA FOTTUTA VERITA’

Nico

Da Danilo: Agripensar Agripensar http://www.youtube.com/watch?v=vBMA8knxvt8  beccati sta chicca ahahahahahhahahaha

…….A proposito di anno nuovo ecco il *mio proposito*……far parte del vostro staff dedicando un pensiero, commentanto un episodio, descrivendo un evento ……insomma essere dei vostri! Cominciamo quindo col presentarci: buongiorno mondo…..
f.to lalory

ciao, sono stefy del blog :http://natural-mente-stefy.blogspot.it/ sono stata contattata da un vostro menbro, grazie mille per avermi fatto partecipe ,non vi conoscevo complimenti ! Amica Bagi Gera

dal sito http://www.salvabrughiera.com/

” Nella città in particolare la vita passa senza un solo momento di riflessione, senza un solo momento di quiete che bilanci la continua corsa al fare. Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, di inorridirsi, di commuoversi, di innamorarsi, di stare con se stessi (…) Da ragazzo ho conosciuto uomini che avevano tempo. Erano i pastori dell’ Orsigna nell’ Appennino toscano, dove andavo in vacanza. Stavano per ore  con un filo d’erba in bocca, distesi su un prato in cima a un monte a guardare da lontano il loro gregge e a riflettere, a sognare, a formulare dei versi che a volte scolpivano nelle pietre delle fonti o cantavano la domenica nelle gare di poesia attorno a una damigiana di vino…”

(da Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani)

 

API OVUNQUE

Prima o poi una di queste monete capiterà nelle vostre tasche e guardatela bene, meglio con l’aiuto di una lente, perchè l’ape è piccolissima, appena visibile ad occhio nudo. Essa costituisce il marchio di fabbrica della Zecca Francese e si trova sull’orlo delle monete, vicino al piede della “Marianna” nelle monete da 50 centesimi e fra due stelle, in alto, in corrispondenza della “L” di Egalitè nelle monete da 1 e da 2 euro…

Buona ricerca 

(da http://www.apicolturaonline.it)

 Risposta a Blerina:

Buonasera, senza dubbio si tratta di api…questo è sicuro si vede bene dalla foto allegata! l’andirivieni d’insetti potrebbe essere dovuto alla fioritura nel vaso (in questo periodo è normale perchè le api sono al lavoro per il miele) o al ristagno di acqua nel sotto vaso molto più probabile; le api appena trovano una fonte umida con dell’acqua da poter bere nelle vicinanze (anche del terreno bagnato) spesso spargono la voce rientrate nell’alveare e le visite si fanno frequenti. L’alveare è comunque sicuramente nelle vicinanze (nel raggio di 500 mt./ 1 Km). Escluderei si tratti di uno sciame (gli sciami sono formati da migliaia d’api che dopo aver perlustrato la zona formano una nube che si riunisce a forma di grappolo)…non è il vostro caso penso! Posso consigliarvi di evitare ristagni nei sottovasi, evitare con attenzione di non lasciare residui di sostanze zuccherine nelle vicinanze, verificare se quando finisce la fioritura nel vaso il traffico persiste o meno e ricontrollare meglio se vi sono fessure nei paraggi che possano aver accolto uno sciame (ma dubito); le api lontane dall’alveare non pungono di frequenza anzi solitamente solo se infastidite reagiscono. Speriamo d’esserle stati d’aiuto, grazie per aver letto il nostro blog, a disposizione per ulteriori informazioni, cordialmente

Lo staff di Agripensar

Buongiorno,

ho visto la vostra pagina internet e chiedo a voi se potete aiutarmi.
Oggi abbiamo notato che su uno dei balconi di casa,dove abbiamo tanti fiori,ci sono numerose api,più di una 20ina che vanno e vengono,e che sono ferme anche sulle tende dei vetri della porta del balcone.
Dell’alveare non c’è traccia,almeno noi non lo vediamo,ma il loro traffico in quella zona specifica è molto denso,quindi è quasi pericoloso anche spostarsi senza problemi.
Io vi allego una foto che sono riuscita a fare dall’interno.
Ci sarebbero utili dei vostri consigli e un vostro eventuale aiuto,perché sinceramente non sappiamo come comportarci,e non vogliamo né farci male e nemmeno far male alle api.
Blerina

…Ho letto l’altro giorno il tuo post sugli insetti utili e l’ho trovato interessante, da li mi è venuto in mente che tra qualche settimana, come da un po’ di anni a sta parte si ripresenterà il problema della mosca del noce… potrebbe essere un buon argomento…
 
Marco

Redazione di Agripensar…due settimane fa sono andato a Spirano, a vedere l’inaugurazione di una tartufaia, l’idea mi è piaciuta ed ora sto cercando di capire se posso realizzare una cosa simile anche qui a casa mia? Ho contattato la provincia settore agricoltura per news, e mi hanno indirizzato verso un’associazione chiamata A.R.T.O. che si occupa di queste cose…
…Ho letto l’altro giorno il tuo post sugli insetti utili e l’ho trovato interessante, da li mi è venuto in mente che tra qualche settimana, come da un po’di anni a sta parte si ripresenterà il problema della mosca del noce…
…ieri ero a Spirano a parlare con la segretaria dell’ARTO associazione che promuove il tartufo in provincia di Bergamo. Le ho portato alcuni campioni di terreno per le analisi del caso che hai citato nel tuo articolo; quindi incrociamo le dita e aspettiamo i risultati…
 
Marco

Davide Sapienza: “I diritti della Madre Terra”

di Francesco Mancin (www.spogliatevi.blogspot.it)
Qualche settimana fa ho scovato tra le onde della navigazione web il Blog di Davide Sapienza (allego Biografia), scrittore, giornalista e traduttore che vive oggi nei pressi della Presolana (BG). Ho letto qualche suo articolo, nonchè la sua biografia , e subito si è rivelato quale persona di enorme levatura culturale, appassionato soprattutto di letteratura e di montagna, le quali hanno poi costituito le basi per sviluppare alcuni dei suoi grandi filoni artistici: la narrrativa e la fotografia legata a paesaggi alpini e prealpini e l’analisi del rapportoo uomo-natura. Proprio tale ambito, trattato con metodi speculativi antropologici e giurisprudenziali, mi ha particolarmente colpito: Sapienza è stato uno dei primi divulgatori e commentatori in Italia della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra.
Vi siete mai chiesti se la Terra, o meglio gli ecosistemi, possano essere portatori di diritti? Se ci pensate, il modo con cui ci approcciamo all’ambientalismo è molto caratterizzato dai nostri schemi mentali e dai nostri retaggi legalistici: consideriamo la Natura sempre come Bene della collettività, e mai come entità giuridica in sè e per sè. Valutiamo gli interventi sull’ambiente sempre in relazione all’interesse dell’uomo, ovvero discutiamo ad esempio se lì sia conveniente costruire o meno, bilanciando sempre interessi antropici a interessi “estetico- salutistici”
Insomma un pensiero innovativo ma soprattutto nuovo, che necessita ancora di uno studio approfondito e di un approccio scientifico anche universitario. Personalmente non sono troppo persusaso dal tipo di argomentazioni, ma ritengo che tale visione rinunci finalmente a difendere la natura e le sue parti secondo logiche mistico-religiose che sfiorano l’animismo, o utilizzando vaste dosi di buonismo radical-chic che hanno spesso caratterizzato varie associazioni e movimenti  pseudo-ambientalisti.
Finalmente si apre il dibattito sul fondamento di un nuovo statuto giuridico anche per l’uomo come parte costituita vs La Natura, abbattendo così il rapporto dialettico ormai superato della natura cone esclusivo bene soggetto a proprietà.
Scusate per questa lunga presentazione, sarà sicuramente più chiara ed esaustiva quella del Sito Diritti della Natura Italia (link)fondato da Davide Sapienza, Francesca Mancini e Paolo Locatelli:

Il riconoscimento dei diritti della natura nella Costituzione dell’Ecuador, come in un numero crescente di comunità negli USA, capovolge completamente questa idea di diritto. Infatti, in questi casi si è stabilito che i sistemi di protezione ambientale si fondano sulla premessa che la natura gode di diritti inalienabili, proprio come gli esseri umani. Questa premessa è un allontanamento radicale, ma naturale, dall’assunto che la natura, per la legge, è proprietà.
Diritti della Natura è riconoscere e mantenere fede all’idea che la Natura ha i suoi diritti. E’ il riconoscimento del fatto che i nostri ecosistemi – inclusi alberi, oceani, animali, montagne – hanno dei diritti proprio come gli esseri umani. I Diritti della Natura devono equilibrare ciò che è bene per gli esseri umani con quello che è bene per le altre specie, ciò che è bene per il pianeta in quanto mondo. E’ il riconoscimento olistico che la vita e gli ecosistemi del nostro pianeta sono profondamente connessi tra loro.

Invece di trattare la natura come proprietà secondo il diritto vigente, i diritti della natura riconoscono che la natura, in tutte le sue forme di vita, ha il diritto di esistere, durare, mantenersi e rigenerare i propri cicli vitali.
E che noi – il popolo – abbiamo l’autorità legale e la responsabilità di fare rispettare questi diritti nel nome degli ecosistemi, rappresentandoli. E’ l’ecosistema stesso che può essere nominato come colui che è chiamato in giudizio.
Per le culture indigene di tutto il mondo, riconoscere i diritti della natura è semplicemente ciò che già è così. Ogni forma di vita, inclusa quella umana, è profondamente connessa con le altre. Le decisioni e i valori si fondano si ciò che è bene per tutta questa comunità vivente.
Nonostante l’evidenza di questo fatto, per millenni i sistemi legali in tutto il mondo hanno trattato la terra e la natura come “proprietà”. Le leggi ei contratti vengono scritti per proteggere i diritti di proprietà degli individui, delle aziende multinazionali e di altre entità giuridiche. Per questo, allo stato attuale delle cose, le leggi per la protezione dell’ambiente – che noi chiamiamo Natura – in realtà legalizzano il danno ambientale regolamentando la quantità di inquinamento o di distruzione della Natura che possono essere perpetrati nei parametri del diritto vigente. Con questo tipo di diritto, la natura e tutti i suoi componenti non-umani, non hanno alcuna rappresentanza. Queste leggi sull’ambiente sono come le leggi anti doping dello sport, le quali nella pratica regolano la quantità di abuso di sostanze dannose per la salute sino a un limite stabilito artificialmente, invece di promuovere una pratica senza e libera da sostanze medicinali dello sport. La Terra è l’organismo di cui facciamo parte. Non possiamo davvero credere che noi, come parte di esso, possiamo decidere i livelli massimi di abuso e sopravvivere, come specie, nel futuro.

 Impariamo dalle api

  “… i vecchi e fedeli lettori di questo nostro giornale si ricorderanno bene di quanto scrivevo delle mie api; la prima volta fu nell’aprile del 1977 e, a guardarsi le spalle, sono passati più di trent’anni. Non sono pochi.
Ricordo anche quel ragazzo che ero ottant’anni fa quando le osservavo sui prati e attorno alle arnie del signor Augusto. Ricordo anche che in Russia, durante quel brutto inverno del 1942, era a noi manna quel poco miele che qualche volta trovavamo nelle povere isbe. Fu poi verso la pensione, non poco stanco dell’ufficio del catasto e un po’ per insufficienza di interessi, che mi riprese l’antica passione. E da tre fratelli apicoltori comprai due arnie. Fu davvero una buonissima cosa e presi a scriver per i miei lettori le esperienze dilettantesche sulle api, e a leggere quanto mi capitava in proposito di insetti sociali. Dal Piemonte e dalla Liguria i lettori mi scrivevano facendo utili osservazioni o chiedendo pareri. Insomma ci scambiavamo le nostre esperienze. Con le api e con i lettori ci fu un ottimo rapporto. Ricordo che nel primo anno raccolsi una trentina di chili di miele molto buono e mezzo chilo di cera. Era miele di tarassaco, di timo serpillo e di tiglio; la cera era molto profumata. Via via con gli anni, con lo studio e l’osservazione e la pratica e, naturalmente con le sciamature, aumentai le arnie e la produzione. Non si trattava solamente di raccogliere il miele che le api producevano, ma anche segnare sul diario le date, il tempo, la fioritura, le sciamature, le smielature e da dove presumevo venissero i raccolti. Avevo miele da radure di erica, dal bosco, dalla montagna sovrastante; polline da crochi e da saliconi. Era bello seguire i loro voli e con il compasso, prendendo come centro le mie arnie, segnavo il territorio a cerchi per capire i luoghi di raccolta, fu una bella esperienza. Il miele che ricavavo in più lo regalavo a parenti e amici, la cera la usavo per rendere più veloci i miei sci e per i mobili di casa; la davo anche a un amico ex campione olimpionico che la usava per fabbricare famose scioline per il fondo. Dalle pareti delle arnie, dal tettuccio e dai favi raccoglievo la propoli che è quella resina arricchita da sostanze elaborate dalle api per mummificare insetti estranei o nocivi dentro l’arnia, o per chiudere le fessure, fissare i telaini; io la uso per medicare ferite o scottature, è preziosa come medicamento e d’inverno io la brucio sulla brace per purificare l’aria della casa. Quando nella tarda primavera dentro l’arnia c’erano celle reali in più succhiavo la pappa reale. Dicono che fa bene ai vecchi e che mantiene giovani. Ha un sapore acidulo ma non sgradevole. Sapore di vita?Forse. Miele, cera, propoli, pappa reale, polline questo mi davano le mie api e da trent’anni la mia colazione mattutina è latte da vacche al pascolo, pane e miele. Ora, per ragioni di età, ho dovuto smettere di fare l’apicoltore dilettante e ho donato le api, arnie, attrezzature varie, a un appassionato con poche possibilità economiche. Ho conservato il cappello, la cera e la propoli. Seguo l’andamento stagionale dell’apicoltura e mi scelgo i mieli …”

 Mario Rigoni Stern ( articolo da lastampa.it)

Lettera ai contadini… 

“ … parlo di quella povertà che è la misura, mentre voi avete inseguito la ricchezza che è dismisura ed essa vi ha disperati in una miseria che distrugge gli uomini e li spinge naturalmente e ragionevolmente a distruggersi; mentre non osate più parlare di pace desiderate la pace. Parlo di quella povertà che è la ricchezza  legittima e naturale: la gloria dell’uomo. Voi non avete bisogno dei militanti moderni e di quelle esortazioni all’unione che sono soltanto preludi alla formazione di greggi d’uomini. Voi avete nei vostri cuori quella povertà militante. E se mai una volta sotto il sole un esercito potrà essere legittimamente definito nobile e onorevole, sarà l’esercito che formerete sotto il comando della povertà. Non ci sarà unione più solida della vostra unione. Non ci sarà forza più grande della vostra forza; non ci sarà libertà più grande della vostra libertà. Avremo finalmente superato il periodo dei giochi sanguinari della nostra infanzia; saremo divenuti pacifici adolescenti finalmente capaci di amare e gioire …”

da “Lettera ai contadini sulla povertà e la pace” di Jean Giono

Pensieri onnivori ma anche vegetariani…

Risposta all’ interessante articolo di Vicky “Due motivi per essere vegetariani”  sul blog Spogliatevi!

Ciao Vicky, il tuo ragionamento ci stà se fatto in un contesto di benessere come lo è quello in cui ci troviamo io, te e il mondo occidentale … abbiamo raggiunto lo stato di ipernutrizione ed ora è giusto che una regolata ce la diamo è ovvio! A me non piace però dimenticare che, in Italia (chiedi a qualsiasi anziano) siamo passati da periodi di pesante malnutrizione alla situazione odierna per esempio grazie all’allevamento di polli (chiamate proteine a buon mercato)e alla diversificazione della dieta con carne, uova, ecc… e non grazie esclusivamente a proteine di legumi o vegetali, ti ricordo per esempio il favismo e ti invito a vedere il contenuto in amminoacidi dei prodotti vegetali; con questo non voglio dirti: mangia (carne) perchè c’è chi non ne ha o perché è una cazzata non mangiarla!
Sul colpevolizzare l’allevamento al pascolo come responsabile della deforestazione non sono assolutamente d’accordo; il problema, a mio parere, è il tipo di allevamento, è la conduzione intensiva di qualsiasi sistema agricolo che è insostenibile, anche una monocoltura intensiva di soia per produrre il vegetarianissimo Tofù la reputo insostenibile; bisogna distinguere l’effetto devastante di un grande allevamento e l’effetto di un medio -piccolo allevamento ben integrato nel territorio in cui si trova. Esistono esempi di pascolo turnato che arricchiscono il suolo con deiezioni e lasciano intatto il terreno; culture che si basano sull’allevamento come forma di sostentamento ( vedi i tuareg con carne e latte di cammello); non sono d’accordo con i vegetariani perché condannano la carne a priori … ha molto più senso allora il veganesimo che è una scelta intransigente di No ai prodotti di origine animale e filosofia di vita anche perché come la mettiamo altrimenti con latte e uova, lana, ecc…
Il guaio degli allevamenti (e quindi la scelta di mangiare carne) è stato questo a mio parere: il fatto che gli erbivori allevati abbiano cominciato a mangiare mais e soia invece che erba (al pascolo) diventando “competitori dell’uomo” e sottraendo derrate alimentari all’uomo che l’erba non la digerisce invece. Questo è il motivo per cui ritengo che non ci sia ne scelta giusta e migliore nel modo di mangiare onnivoro (leggiti il Dilemma dell’onnivoro- Michael Pollan) ne nel vegetarianesimo. E’ anche una questione di politiche sbagliate (e un po’ quindi la responsabilità è nostra), di mercato: quelle che permettono il fotovoltaico su terreni agricoli (è ovvio che bisogna importare derrate agricole poi), l’edificabilità dei terreni agricoli, la coltivazione di colture biocombustibili o l’importazione di soia ( per la stragrande maggioranza ogm) da paesi con emergenze di cibo. Poi ci sono assolutamente le scelte alimentari di ognuno che hanno peso! La tipica dieta contadina molto vegetariana con poca carne è la dieta che preferisco!

Mat

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    f.to lalory

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