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Snorkeling Nel Parco

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Montaggio e riprese Filippo Bargnesi

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Il riccio

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ImmagineAbbiamo trovato nel nostro orto un riccio, specie protetta dalla legge italiana, ora vi elenchiamo una serie di accorgimenti da adottare nel caso vi capiti una situazione simile.

Partiamo dal conoscere l’animale, appartenente all’ordine degli insettivori, questo mammifero originario di tutta l’europa e in gran parte dell’Asia settentrionale è abituato ad un habitat rustico, quindi portarlo in casa è sempre un’incognita, così facendo cambierebbero drasticamente le sue abitudini così come la sua alimentazione. Visto che il nostro riccio appariva sano, abbiamo deciso di lasciarlo libero, ricordiamo inoltre che il trasporto di un’animale, comporta sempre un stress, quindi lasciarli in natura è sempre consigliabile..

In genere le femmine sono più grandi dei maschi, mangiano una gran quantità di frutta, verdura, crocchette dei gatti, uova, insetti e alimenti ad alto contenuto proteico e lipidico.

Non diamo loro latte, perché il riccio non digerisce il lattosio. 

Se l’animale è ferito cerchiamo di seguire questo vademecum;

pesare l’animale,

osservare il colore degli aculei,

osservare se ci sono ferite rilevanti o parassiti sul mantello,

notare la vitalità dell’animale

Il nostro riccio ha apprezzato il nostro aiuto, infatti si è rintanato nel suo nido utilizzando come protezione dal freddo il cellofan che gli abbiamo affiancato, ora aspettiamo le sue mosse considerando che il suo letargo durerà ancora per un pò di tempo. 

Chiunque trovasse un riccio questo sito e questo numero possono esservi utili!

http://www.sosricci.it
Per emergenze e consigli, il numero di SOS ricci è 339 2942329 .

Il declino delle api

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Qui di seguito l’imperdibile infografica riguardante il fenomeno della scomparsa dell’ape e gli effetti sull’ecosistema

clicca qui–>infografica_declino_api_def

Mat

L’arte complessa: l’ascolto

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Non è un’arte semplice ascoltare, anche perchè diciamola tutta, al giorno d’oggi ognuno ascolta un pò quel che vuole… la libertà di ascolto esiste e questo influenza le nostre scelte, i nostri umori, le nostre emozioni le nostre vite…

Quel di più bello che quest’arte rappresenta è la possibilità di mutare l’anima; ascoltando le canzoni, i suoni della natura, il silenzio, ognuno di noi ha al suo fianco qualche cosa; una preghiera, un cumulo di onde sonore, un fruscio di elementi e di colori che in un modo o nell’altro fanno compagnia alla nostra anima, solo e grazie all’arte dell’ascolto.

Certo, spesso non ascoltando si fa di testa nostra, ma penso che parlare piano e ascoltare forte sia una bella filosofia e forse l’unica direzione per poi ascoltare nuovamente.

Sicuramente l’ascolto ci lascia liberi e dobbiamo renderci conto della grande possibilità che abbiamo ascoltando…

Pensate ad un sordomuto che non riesce a parlare e non può ascoltare, chiuso in se stesso non ha alternative, la maggior parte delle persone a cui ci si riferisce come “sordomute” sono in realtà solamente sorde dalla nascita o dai primi anni di vita e non hanno potuto acquisire in maniera naturale la lingua parlata. Queste persone non sono però mute, in quanto possono, attraverso un’intensa logopedia imparare a parlare e a leggere le labbra, noi invece tutti i giorni parliamo, ascoltiamo forse troppi notiziari che viaggiano e prendono forma forse ancor prima di esser pensati.

Nel film “Dead Man Walking”, un film non certo leggero, per esempio, l’ascolto è addirittura portatore di amore e senza ombra di dubbio uno strumento per avvicinare le anime anche nei momenti più difficili.

Circa duemila anni fa un pensatore-filosofo greco, Plutarco, scrisse l’opera “L’arte di ascoltare”.

Nel suo scritto Plutarco si rivolge ai giovani con l’intento di avvicinarli all’arte di ascoltare. Cerca di convincerli che la conoscenza del mondo, e di se stessi, passa dalla disposizione ad accettare gli altri per come sono e dalla capacità di usare i modi giusti per metterli in condizione di esprimersi. Arriva a dire che “l’ascoltatore fino e puro deve immergersi con la concentrazione fino a cogliere il senso profondo del discorso e la reale disposizione d’animo di chi parla.

Concludo l’articolo con qualche frase che proprio grazie all’ascolto ci coinvolge indipendentemente da chi noi siamo.

“C’è un modo di ascoltare che è un modo di donare.”

(G. Marcel )

“Quando l’orecchio si affina diventa un occhio.” 

(Rumi, poeta e mistico persiano del XIII secolo)

“Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri, 

ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.” 

(Wen Tzu, testo classico taoista)

 

Nic